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Commento domenicale

Commento domenicale 24/11/2019

Domenica XXXIV T.O. anno C Solennità di Cristo Re. "…È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile" (Col. 1,13-14) Abb

Domenica XXXIV T.O. anno C

Solennità di Cristo Re.

“…È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile”  (Col. 1,13-14)

Abbiamo la redenzione, la salvezza, il perdono dei peccati per l’amore di Cristo Gesù, non per merito della sue sofferenze quasi che fosse il dolore stesso un merito.

Non entriamo nel mistero della sofferenza perché tale deve rimanere, oggi ci basti pensare che la salvezza poteva avvenire anche diversamente dalla croce, perché Dio è onnipotente; Giovanni Paolo II in “Varcare la soglia della speranza”.

La Croce di Cristo quindi deve avere un significato diverso della “redenzione” tramite la croce, noi siamo salvi per l’amore.

La sofferenza, inseparabile dall’esistenza di ogni uomo, che mette a prova l’orgoglio di essere uomini, fa dire ad un filosofo: «La dignità di uomo è la maniera in cui io mi vedo nei vostri occhi». Dio e l’uomo si ritroveranno uno accanto all’altro e quest’ultimo finalmente vedrà negli occhi di Dio la sua vera dignità, quella fino ad allora forse solo intravista.

Nella vita del cristiano la sofferenza ha anche un senso soprannaturale, un modo di ritrovare la propria umanità, la propria dignità e la propria missione, quello di aiutare i sofferenti e di imitare Gesù legando la sofferenza all’Amore.

Buona Domenica

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II.

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