← Commento domenicalegiovedì 25 aprile 20192 min di lettura
Commento domenicale

Commento domenicale 28/04/2019

II DOMENICA Di PASQUA – Anno C "Questi segni sono stati scritti in questo libro perché crediate che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio, e perché credendo, abbiate la vita nel suo nome." (Gv.20,19-31) I Vangeli scritti dalla testimonianza che vede Gesù parla di lui attraverso il

II DOMENICA Di PASQUA – Anno C

“Questi segni sono stati scritti in questo libro perché crediate che Gesù è il Cristo, il figlio di Dio, e perché credendo, abbiate la vita nel suo nome.”  (Gv.20,19-31)

I Vangeli scritti dalla testimonianza che vede Gesù parla di lui attraverso il prisma della fede, come ci riporta oggi Giovanni (perché crediate), non sono stati scritti quindi secondo le regole della “storicità” che si pretende oggi per la descrizione degli eventi; una seconda domanda che possiamo porci è se i testi che oggi abbiamo corrispondono ai testi originali o no. Diciamo che la seconda domanda si pone per ogni testo antico, anche per l’Eneide o il De bello Gallico etcc… in quanto i testi sono stati tramandati attraverso copie a volte anche diverse tra loro, fatte a mano su papiro tessile o su pergamena.     

Le copie che sono arrivate nel corso dei secoli, anche in frammenti, sono dette “codici” e i codici più antichi sono del primo e del secondo secolo dopo Cristo, spesso solo frammenti porzioni di papiro. Per quanto ci riguarda noi cristiani e la “storicità” i codici del Nuovo Testamento sono del secondo secolo, antichissimi, quindi molto vicini ai fatti, ai ricordi, ai primi testi scritti, se solo pensiamo ad esempio che i primi codici che abbiamo che riportano il “De bello Gallico” sono dell’anno mille.  

Per il primo punto sottolineiamo che i Vangeli lo sono certamente “storici”, nel senso in cui si afferma senza alcuna esitazione che “trasmettono fedelmente quanto Gesù Figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò” per la loro eterna salvezza, fino al giorno in cui fu assunto in cielo. (Costituzione Dei Verbum del Concilio Vaticano II, nn. 18 e 19)

Il di più non ci deve interessare a meno di non essere antropologi, teologi, ermeneutici, esegeti, filologi, traduttori etcc.. per cercare coerenze con la scienza dove invece la scienza deve fermarsi e lasciare spazio al mistero della presenza di Dio tra noi.

Buona domenica

In questa rubrica:Commento domenicale

II.

Continua a leggere

altri articoli in Commento domenicale
20 ottobre 2026

COMMENTO DOMENICALE 25/10/2026

25/10/2026 XXX Domenica T.O. anno A Il mondo omosessuale Qui di seguito un interessante spunto di riflessione, a partire dalla Genesi, tratto da uno studio di una tradizione orale rabbinica, "..Si noti però che, confrontando queste interpretazioni giudaiche (Talmud babilonese)

17 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 Domenica XXIX T.O.A ".. Di chi è questa immagine?.. Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio." (Mt.22,15-21) Il potere, dello stato e della politica, non può essere annullato nei vaneggiamenti di una teocrazia in cui un altare dive

9 ottobre 2026

Commento domenicale 18/10/2026

18/10/2026 DOMENICA XXIV T.O. anno A L'Eucarestia per i cattolici e per i luterani e per Calvino. (A volte il contrasto terminologico è minimo, ma diventa sostanziale nella realtà.) Per la liturgia luterana classica, Cristo è realmente presente nell'Eucarestia insieme al p

6 ottobre 2026

Commento domenicale 11/10/2026

11/10/2026 XXVIII Domenica T.O. anno A "L'uomo non è mai una cosa". Da "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria, a.d. 1764. Nonostante le contrapposizioni politiche c'è ancora una barbarie "quotidiana", l'orrore della "pena di morte", che accumuna stati molto diversi