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Commento domenicale

Commento domenicale 28/06/2026

Riflessioni in teologia. L'umanità nasce nella colpa originaria; il Figlio di Dio si incarna per redimerci dalla colpa; continuamente imploriamo Di

L’umanità nasce nella colpa originaria; il Figlio di Dio si incarna per redimerci dalla colpa; continuamente imploriamo Dio di aver pietà di noi: Signore pietà, Cristo pietà, Signore pietà! Colpa, colpa, colpa. Paolo Gamberini, gesuita e teologo, citato nell’incontro del  06/06/2026 “ACCOGLIERE IL LIMITE” di Monica Cornali, nelle sue riflessioni verso il post-teismo ripensa la “forma” della fede cristiana, attraverso il metodo della “transdisciplinarietà” come proposto da Papa Francesco. Nel commentare la “Nefanda teologia cristiana della colpa” ci anticipa che questa forma, storica e determinata con cui la Chiesa ha compreso la fede cristiana, sta morendo, messa in crisi dalla comprensione dinamico-evolutiva dell’umanità.

Più semplicemente, con altre argomentazioni, possiamo confortare le affermazioni di Paolo Gamberini. Per lunghi secoli si pensò: “noi uomini avevamo peccato e avevamo bisogno di essere salvati”. Dio è offeso dal peccato di Adamo, peccato che ora deve essere riparato e solo Gesù, uomo-Dio, rappresentando gli uomini, poteva soddisfare la “giustizia” di Dio, come diciamo nel “credo“ alla messa: “Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e si è fatto uomo”.

Un’offesa a Dio da soddisfare non convince.

Poi si pensò, rileggendo San Paolo, che Gesù è “il primogenito di tutta la creazione”, (Col. 1,17-18)  e che “tutte le cose sono state create in lui e in vista di lui”. Gesù quindi si sarebbe incarnato lo stesso anche se Adamo non avesse peccato, perché egli è il coronamento stesso della creazione, l’opera suprema di Dio.

Anche un Dio che vuol essere amato, per la sua gloria, in modo perfetto, non convince.

C’è stato il giorno della vendetta (giustizia) di Dio, ed è stata la “croce”, questo giorno dobbiamo tradurlo con “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico figlio”, quindi al di là della colpa, la credibilità che Dio è amore, che è tutta la nostra fede, doveva passare attraverso l’incarnazione: è per l’amore incondizionato di Dio che siamo salvi.

Buona domenica

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II.

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