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Commento domenicale

Commento domenicale 30/08/2026

30/08/2026 XXII Domenica T.O. anno A In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi e venire ucciso… Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo

30/08/2026  XXII Domenica  T.O.  anno A

(Mt 16,21-27)

Le cose esistono perché le vediamo, ma si può anche dire che le cose esistono perché le possiamo vedere (Domanda già posta dal “Principio Antropico”, B.Carter 1974) e la luce che ti permette di vedere le cose proviene dal mistero della creazione del mondo.

Vivere senza la coscienza del mistero che è in noi è una forma di decadenza e di povertà della vita moderna.

La morte di una persona, ogni morte, ci deve ricordare che la nostra vita nasce da forze che sono più grandi della nostra realtà terrena, vengono da oltre noi, e vanno oltre noi. Ne siamo parte come investiti da un flusso misterioso e potente. L’evento della morte allora, nel mistero che comporta, può essere pensato come un passaggio, una partenza, quasi un parto, per giungere al versante di una nuova e infinita vita.

Vivere il mistero significa saper apprezzare con lo stupore di cui è capace un bambino la nostra stessa vita. Vivere senza riconoscere il mistero significa non vedere le realtà originarie della vita, o addirittura negarle: sarebbe come vivere senza sapere di vivere. Dobbiamo accettare che le radici dell’albero della vita e della storia affondano nell’oscurità della materia, una realtà che non possiamo completamente comprendere. Tutto ciò che esiste ci precede e ci supera; noi non siamo l’origine di noi stessi.

Ognuno di noi cerca la luce che significa cercare un senso alla propria vita.

Oggi Gesù ci insegna che il senso della vita non è nel fuggire il dolore o evitare la morte: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai ..”.

Seguire Gesù significa imparare ad amare la vita così com’è, con la sua bellezza e le sue inquietudini. E qui nel mistero della vita che abbiamo ricevuto e che non ci appartiene completamente, che possiamo trovare un senso.

Buona domenica

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II.

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