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Commento domenicale

Commento domenicale 14/12/2025

14/12/2025 III Domenica di Avvento anno A Parliamo di rito e liturgia: la fede e la liturgia sono fatte di parole, ma ancor più di gesti. …quando entro in una chiesa faccio il segno della croce e mi inginocchio (con un ginocchio solo) verso il Tabernacolo. Inginocchiarsi

14/12/2025   III  Domenica  di Avvento    anno A

…quando entro in una chiesa faccio il segno della croce e mi inginocchio (con un ginocchio solo) verso il Tabernacolo.

Inginocchiarsi è l’atto di colui che pone la propria vita nelle sue mani (i prigionieri si mettevano in ginocchio davanti al re), è la posizione del penitente, di colui che non può reagire né scappare. Per noi è un mettersi umili davanti a Dio, è un farsi piccoli, come i bambini, “Se non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Mt.18,1-5), col cuore disponibile ad essere buoni, coscienti di avere bisogno di un padre e di una madre; non esistono più i privilegi di prima le ricchezze o le sapienze.

E’ un piccolo atto di culto perché in ginocchio non ci si mette davanti agli uomini, a nessun uomo, ma solo davanti a Dio, è come una silenziosa preghiera. Ci si inginocchia con tutte le due ginocchia solo quando è esposto l’Altissimo (un’ostia consacrata) nell’ostensorio, per l’adorazione, ma succede davvero di rado che venga esposto e di regola nella settimana santa, la settimana prima della Pasqua.

Ora pensiamo alla santa messa, all’atto penitenziale in cui i fedeli chiedono perdono e se nella messa feriale, la messa del penitente, che in ginocchio chiede perdono per le proprie venialità della settimana, ha perfettamente senso recitare il “confiteor” (io .. confesso a voi fratelli e sorelle di aver molto peccato..), la domenica festa del Risorto, giorno in cui non ci si mette in ginocchio (concilio di Nicea 323) il chiedere perdono assume una prospettiva ecclesiale, non sono più io singolarmente preso che chiede perdono, ma è la Chiesa, “santa e prostituta” (La Chiesa sa di essere santa perché abitata da Cristo, e nello stesso tempo peccatrice perché abitata da noi: Sant’Ambrogio) che chiede perdono per se stessa, come una volta ebbe a dire Benedetto XVI: “La Chiesa ogni domenica chiede perdono per i propri errori”.

La Chiesa, con coraggio onestà sincerità, sa chiedere perdono per i propri errori della sua millenaria storia e anche per i presenti, gli scandali, o semplicemente per non essere capace di autentica testimonianza del Vangelo, e ad un tempo perdonata ricevere la forza di non commetterne in futuro.

Buona Domenica

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